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GIORNO DELLA CANDELARIA, TRADIZIONE MESSICANA

18 febrero, 2016

In Messico è consuetudine che a chi e’ toccato il bambolotto nella “rosca de reyes” (dolce tipico del giorno dei Re Magi, la nostra Befana!) che si mangia il giorno 6 gennaio, avrà il compito di fare i tamales* il successivo 2 febbraio giorno in cui si festeggia la candelaria.
Ma tu sai da dove viene questa tradizione e perché l’abitudine di mangiare tamales?
Ti sto condividendo informazioni preziose che ho raccolto da diverse fonti.

 

Giorno della Candelaria

 

In Messico questa tradizione è un misto di abitudini europee e preispaniche.
La Festa di Nostra Signora della Candelaria o Festa della Luce, è una festa popolare celebrata dai cattolici in onore della vergine apparsa a Tenerife, nel sud-ovest della Spagna all’inizio del X secolo. Si svolge il 2 febbraio, Giorno della Candelaria e in alcuni luoghi (Canarie, Campillos, Palencia…) dura per diversi giorni, generalmente perché è la santa del luogo.
In Messico, per la Giornata della Candelaria si usa che chi ha trovato il bambino nascosto nella ciambella dei re, faccia una festa (tradizionalmente con tamales e atole**, entrambi prodotti a base di mais).

Questa tradizione ha radici preispaniche; in molti villaggi gli abitanti portano in chiesa pannocchie affinché siano benedette per seminare i loro chicchi nel ciclo agricolo che inizia, perché il 2 febbraio coincide con l’undicesimo giorno del primo mese dell’antico calendario azteco. Quando si celebravano alcuni dei Tlaloci, secondo Fra Bernardino di Sahagún.
Nel centro del Messico e’ usanza vestire il bambino Gesu’ della nascita natalizia e portarlo ad ascoltare la messa, dopo di che, viene collocato in una nicchia dove rimarrà per il resto dell’anno.

 

I PIATTI
Durante questa celebrazione si usa mangiare tamales, cibo che risale all’epoca precolombiana e che fa parte della dieta dei messicani.
Possono essere serviti caldi ne esistono di diversi sapori: peperoncini con formaggio, verdi, mole*** con pollo o carne di maiale e dolci. Tradizionalmente si degustano con atole di diversi sapori o caffè.
La maggior parte dei messicani mangia tamales nel corso dell’anno, ma il Giorno della Candelaria rappresenta una data speciale per loro. Dopo la messa dove viene benedetto il Bambino Gesu’ si  torna a casa per celebrare l’evento con tamales e atole.

Il frate spagnolo Bernardino del Sahagún, nei suoi scritti, si riferisce alla grande varietà di tamales che si potevano trovare sui mercati di allora e che, addirittura, erano presenti ai banchetti dell’imperatore Moctezuma.
Questo cibo ha molta influenza azteca. A quel tempo i tamales si riempivano con peperoncino dolce, pomodoro e semi di zucca macinati, mescolati alle carni di fagiani, quaglie e tacchini.
Si preparavano con semi di zucca macinati, pomodoro, miele di api e lumache. Per questo usavano carni di xulo o cane muto, tepezcuintle, tacchino e cervo e li avvolgevano in foglie di banana o mais.

Dopo l’arrivo degli spagnoli, sono stati aggiunti ingredienti provenienti dall’Europa: ceci, riso, olive, capperi, uva passa e prugne. Quindi, il tamal preparato in famiglia è un misto tra il preispanico e lo spagnolo. Oggi, tuttavia, si degustano regolarmente sia da soli che in un panino.
Vi lascio questa ricetta di come vi preparate a Coahuila, di cui sono originaria. Godetevela.

 

*Tamal:

 

RICETTA TAMALES TIPO NORD DEL MESSICO

 

INGREDIENTI:
1 kg di mais in massa
250 g di lardo a temperatura ambiente (può essere mezzo vegetale, mezzo maiale)
1/2 cucchiaino di lievito da forno (facoltativo)
1 1/2 cucchiaini di sale
3/4 di chilo di coscia di maiale cotta nel sale e sfilacciata
Foglie di granturco per tamal immerse per 5 ore in acqua calda o bollite per 1 ora

 

Salsa:
4 Peperoncini larghi privati dei semi e ammorbiditi
4 Chiles guajillos privati dei semi e ammorbiditi
2 pomodori piccoli
2 spicchi d’aglio
¼ di cipolla
1/2 cucchiaino di cumino macinato
1 chiodo di garofano
olio

 

Preparazione:
Carne:
La carne viene messa a cuocere in una pentola a pressione con sufficiente acqua, 2 spicchi d’aglio e una foglia di alloro per 20 minuti. Separare la carne e sminuzzarla. Cuocere il brodo e conservarlo.
Per la salsa:
Rosolare i peperoncini in una piastra e mescolarli nel frullatore con l’aglio, le spezie, la cipolla e il pomodoro. Cuocere la salsa e friggerla con un po’ di olio.
Aggiungere questa salsa alla carne e un po’ del brodo dove la carne è stata cotta. Mettere a riposare.

Massa:
Sbattere il burro fino a quando non cresce e montare con un cucchiaio di sale ad alta velocità. Poco a poco, incorporare la pasta e il lievito e montare a velocità media tutto fino a quando si mescola molto bene e non ci sono grumi di massa, circa 7 minuti. Aggiungere brodo di carne, circa mezza tazza se la pasta è umida, se la pasta è più secca, aggiungere brodo sufficiente per avere una consistenza unta.

Consiglio, di mettere un po’ di pasta in un bicchiere d’acqua, se questa galleggia è pronta, se affonda, devi montare un po’ di più.
Si ungono le foglie di mais sul lato liscio aiutandosi con il dorso di un cucchiaio o di una spatola, si riempiono leggermente e si avvolgono con un panno umido e una pellicola di plastica, si mettono in una vaporiera per cuocerli per circa due ore.

 

Consigli:
Mettere delle monete nell’acqua della vaporiera in modo da poter sentire che l’acqua bolle e ha ancora acqua senza dover aprire.
Un chilo di impasto rende 30 tamales.
Una volta immersi nell’acqua le foglie di mais si possono conservare in frigo in un sacchetto di plastica per una settimana.
Le foglie di mais sono vendute di prima qualità o di seconda, quelle di prima sono ovviamente migliori, sono più grandi e raramente escono con macchie o con fori.
I tamales del Nord sono tradizionalmente piccoli e lunghi. Poi puoi riscaldarli in una griglia per mangiarli.

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